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Nigeria – Una preghiera per la pace per un Paese in subbuglio


26 Ottobre 2020 23:00 | Por admin
Nigeria – Una preghiera per la pace per un Paese in subbuglio

(ANS – Iju-Ishaga) – Sulla scia delle proteste contro la brutalità delle forze dell’ordine, i giovani del Centro Giovanile “Don Bosco” di Iju, nei pressi della megalopoli di Lagos – la città più grande del continente, con oltre 20 milioni di persone – si sono riuniti per un momento di preghiera per invocare da Dio i doni della pace, della giustizia e della riconciliazione, e per esprimere solidarietà con le vittime di Lekki, un casello autostradale nei pressi di Lagos dove nella notte tra il 20 e il 21 ottobre diversi giovani impegnati nelle proteste contro la polizia sono rimasti uccisi.

“Se vogliamo vedere quella grande Nigeria che tutti sogniamo, noi salesiani dobbiamo fare di più nel rendere consapevoli e formare criticamente i nostri giovani, e perché si impegnino attivamente e positivamente nella politica” ha affermato don Ekugbah Chikezie, SDB, salesiano nigeriano, che ha preso parte al momento di preghiera e solidarietà.

Secondo quanto riportato dall’Agenzia Fides, il motivo degli ultimi avvenimenti sanguinosi e delle proteste è da ricercarsi nell’uccisione extragiudiziale di un giovane nigeriano per mano della “Squadra Speciale Anti-Rapina” (SARS), che è stata ripresa in video e che già ai primi del mese di ottobre è diventata virale sulle reti sociali in Nigeria. L’unità di polizia della SARS, a motivo dell’abuso della legge più volte riscontrato, era già particolarmente indigesta a buona parte della popolazione.

Così i manifestanti che utilizzavano #EndSARS come hashtag sulle reti sociali sono scesi in piazza, chiedendo che l’unità speciale venisse sciolta e la polizia profondamente riformata; che venissero perseguiti gli ufficiali responsabili dell’uccisione di nigeriani disarmati e fossero risarcite le famiglie delle vittime.

Ma le richieste dei manifestanti si sono rapidamente estese a un’ampia critica alla corruzione, all’incompetenza e all’impunità del governo, mentre continuano le violazioni dei diritti umani e il malessere economico in Nigeria.

Dopo giorni di proteste il governo ha deciso di sciogliere la SARS, ma il 13 ottobre, il capo della polizia in Nigeria ha annunciato la formazione di una nuova unità di polizia, la “Special Weapons and Tactics” (SWAT), che dovrebbe svolgere i compiti che erano stati affidati alla disciolta SARS. Secondo molti, però, si tratta solo di un cambio di nome della vecchia unità, le manifestazioni ancora proseguono e in molti Stati della federazione nigeriana è stato imposto il coprifuoco.

Anche Papa Francesco dopo l’Angelus di domenica 25 ottobre ha espresso preoccupazione per la situazione in Nigeria. “Seguo con particolare preoccupazione le notizie che giungono dalla Nigeria – ha detto il Pontefice –. Preghiamo il Signore affinché si eviti, sempre, ogni forma di violenza nella costante ricerca dell’armonia sociale attraverso la promozione della giustizia e del bene comune”.

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